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08/06/07

L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Riportiamo per par condicio un estratto dell’articolo apparso sul sito internet della CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), un movimento di studiosi di scienze religiose che si occupano di minoranze religiose e spirituali, indipendente da qualsiasi organizzazione religiosa (tanto per sottolinearne la terzietà e l’imparzialità…), sul tanto discusso reportage “Sex Crimes And The Vatican”.

Nell’articolo intitolato “Molto rumore per nulla. Il Papa, la pedofilia e il documentario Sex Crimes and the Vatican” di Massimo Introvigne, vengono infatti analizzate tutte le inesattezze contenute nel documento della BBC sottolineandone in conclusione come la causa di tutto questo sia anche riconducibile al processo di disinformazione laica che negli ultimi tempi si sta facendo sempre più insistente.

È possibile leggere l’articolo nella sua interezza sul lindi seguito riportato: http://www.cesnur.org/2007/mi_05_22a.htm . L’analisi comparata delle 2 facce della medaglia è utile -a nostro avviso- a farci riflettere portando quindi ognuno di noi a trarre le proprie conclusioni.

“Solo la rabbia laicista dopo il Family Day spiega perché, subito dopo la grande manifestazione romana, all’improvviso il documentario dell’ottobre 2006 della BBC “Sex Crimes and the Vatican” abbia cominciato a circolare su Internet con sottotitoli italiani, e i vari Santoro abbiano cominciato ad agitarsi. Il documentario, infatti, è merce avariata: quando uscì fu subito fatto a pezzi dagli specialisti di diritto canonico, in quanto confonde diritto della Chiesa e diritto dello Stato. La Chiesa ha anche un suo diritto penale, che si occupa tra l’altro delle infrazioni commesse da sacerdoti e delle relative sanzioni, dalla sospensione a divinis alla scomunica. Queste pene non c’entrano con lo Stato, anche se potrà capitare che un sacerdote colpevole di un delitto che cade anche sotto le leggi civili sia giudicato due volte: dalla Chiesa, che lo ridurrà allo stato laicale, e dallo Stato, che lo metterà in prigione.(…)

La lettera De delictis gravioribus, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione, nel documentario presentato dalla BBC viene palesemente travisata in più punti:

Presenta come segreto un documento del tutto pubblico e palese:

(2) Dal momento che il “cattivo” del documentario dev’essere l’attuale Pontefice, Benedetto XVI, nel documentario non viene spiegato che la De delictis gravioribus firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina2001 ha l’unico scopo di dare esecuzione pratica alle norme promulgate con la lettera apostolica Sacramentorum sanctitatis tutela, che è di Giovanni Paolo II; della Fede il 18 maggio

(3) Il documentario lascia intendere al telespettatore sprovveduto che quando la Chiesadelicta graviora (“crimini più gravi”), tra cui alcuni di natura sessuale, sono riservati alla giurisdizione della Congregazione per la Dottrinaecclesiastico, a norma del diritto canonico, a chi spetti la competenza fra Congregazione per la Dottrina della Fede, che in questi casi agisce “in qualità di tribunale apostolico”(…) Questi documenti, invece, non si occupano affatto delle denunzie e dei provvedimenti dei tribunali civili degli Stati. afferma che i processi relativi a certi della Fede, intende con questo dare istruzione ai vescovi di sottrarli alla giurisdizione dello Stato e tenerli nascosti. Al contrario, è del tutto evidente che questi documenti si occupano del problema, una volta instaurato un giudizio

(4) Un altro inganno del documentario consiste nel sostenere, a proposito della lettera De delictis gravioribus del 2001 sottoscritta dal cardinale Ratzinger, che si tratti del “seguito” della Crimen sollicitationis, che “ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica”. In realtà nella lettera del 2001 non si trova neppure una volta la parola “scomunica”. Si ribadisce, certo, che le procedure per i delicta graviora sono “sottoposte al segreto pontificio”, cioè devono svolgersi a porte chiuse e in modo riservato. Ma in questo non vi è nulla di nuovo, né il segreto si applica solo ai casi di abusi sessuali. Il documentario, al riguardo, confonde maliziosamente sia a proposito della De delictis gravioribus sia a proposito della Crimen sollicitationis segretezza del processo e segretezza del delitto. Il delitto non è affatto destinato a rimanere segreto, anzi se ne chiede la denuncia sotto pena di scomunica; il processo è invece destinato a svolgersi in modo riservato, a tutela di tutte le parti in causa. È questa segretezza del processo.(…)

(…)La vigilanza in questo delicatissimo campo deve certamente continuare: ma non può essere disgiunta da una parallela vigilanza contro forme di disinformazione laicista e dall’esame attento di ogni singolo caso. Se per i colpevoli in un campo come questo è giusto parlare di “tolleranza zero”, la severità non può essere disgiunta dalla ferma difesa di chi è ingiustamente accusato, ricordando che ogni accusa, tanto più quando è grave e infamante, deve essere adeguatamente provata.

In ogni caso, le misure prese nell’ambito del diritto canonico per perseguire i crimini di natura sessuale commessi dal clero, e la denuncia dei responsabili alle autorità dello Stato, costituiscono due vicende del tutto diverse. La confusione, intrattenuta ad arte per gettare fango sul Papa, è solo frutto del pregiudizio e dell’ignoranza.”

3 commenti:

  1. Finalmente un buon chiarimento. E' bene non farsi "infinocchiare" da tutto quel che viene sparso in giro. La verità va cercata e spesso è al di là delle apparenze o degli strombazzamenti di vario tipo e natura.

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  2. Cosa buona e giusta pubblicare entrambi i pareri. c'è molta ignoranza in proposito, ogni parola contro la chiesa è leggenda! NO! Questa è la prova che la chiesa c'è, ma non come vuole che la TV la rappresenti, ma come istituzione, fede e religione!

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  3. a me sembra proprio una congiura contro il nosrto papa...la BBC ha fatto di tutto per screditare il papa..questo documento io penso ke lo avevano già pronto di prima e in europa è arrivato da quando c'è Ratzinger ..è vero ha i suoi difetti non è come Giovanni Paolo..non ha la stessa dolcezze lo stesso sguardo, la stessa tenerezza e non si sa acclamare i giovani come faceva Karol ma è cmq il nostro papa...e dobbiamo appoggiarlo e stare accanto proprio come facevamo con giovanni paolo...

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