
Questo è uno spazio dedicato interamente alla poesia fatta in casa, alla poesia di strada, alla poesia dei poveri, dei poeti che non hanno voce. Quindi, cerchiamo di preservare la bellezza di questo spazio! Confidiamo sul fatto che nessuno lo rovini.
POESIA DELLA SETTIMANA:
Il Giornalista e il Corleonese
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Passò un giornalista ieri in paese
POESIA DELLA SETTIMANA:
Il Giornalista e il Corleonese
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Passò un giornalista ieri in paese
Come ne passano mille ogni mese
In cerca di cosa, invero, non so
Gli chiesi. Rispose: «Del paese di zio Totò!»
"Col cuore in subbuglio e con slancio d’orgoglio
Dissi al toscano: «Ahimè c'è un imbroglio!
Non riesco a capire (me lo vuol spiegare?)
Di quale Totò venite a cercare»”
"«Non fate – attaccommi – l’indifferente
è omertà far finta di non saper niente.
L’han vista perfino lassù a Washingtòn
del capo dei capi la bella fiction.
Però mi avean detto che qui giù in Terronia
Che esista la mafia è per voi una fandonia»
«Che schifo! – gridommi - Vergogna!»"
In poche parole mi mise alla gogna.
Adirato ben più di un ghepardo
Gli dissi: «Ascolta fratascio lombardo,
di film e filmoni parlarle non oso
ma qui non è casa di un malavitoso.
Questo mio borgo è di Bernardino
di santo Leoluca e Filippo Latino
del coraggioso compagno Rizzotto
e infine, permetta, del sottoscritto!».
"«E chi mai sarà lei se non un presuntuoso?
Un boss? Pocket coffee? un nuovo mafioso?»"
"«Per nulla (le parole uscirono tese)
Io sono, e son fiero, un corleonese!»"
Walter Bonanno
Mi complimento di cuore! Hai scritto dei versi molto profondi, che descrivono la voglia di far emergere la semplicità, la forza e il grande coraggio del tuo paese (nonostante la storia che, ahimè, tiene alle spalle). I versi esprimono tanto e il tuo orgoglio, da cittadino corleonese, ti fa vero onore!
RispondiEliminaanche io come ben sai caro walter ho 5 anni corleonesi nel cuore e forse un po mi c sento anche io...onore al merito per questi versi veramente profondi e colmi di significato...un abbraccio peppe perrone
RispondiEliminaQuesta fotografia associata con le poesie ci ha stancato. Un po di fantasia picciotti, cercatene una nuova o inedita. Sempri la stessa cammisa fa li pruci.
RispondiEliminaIDIOTA SE ANCORA NON L'HAI CAPITO è UNA FOTO IDENTIFICATORIA!
RispondiEliminaComplimenti colplimenti ed ancora complimenti!!!
RispondiEliminaA quello che si guarda allo specchio mentre scrive e parla a se stesso delle 19:35: (Gia' so di chi si tratta) Perche' non ci spieghi cosa identifica la fotografia di tre ragazze che gia' appare da mesi, dato che tu credi di essere tanto intelligente (ma non lo sei).
RispondiEliminaonore al merito e complimenti al Poeta, ma mi sia concessa una domanda affatto faceta:
RispondiEliminachè l'uzzolo viene
a leggere il titolo
di questa rubrica
che non poco a fatica
ne vedo il senso
'chè a leggerlo penso:
cosa vuol dire 'poesia fatta in casa'?
che scritta fuori è più faticosa?
cosa vuol dire 'poesia dei poveri?
leopardi era ricco, ma tra i poeti no' l noveri?
cosa vuol dire 'poeti che non han voce'?
che è più poeta chi men tace?
allora miei cari, riflettete un pochino
chè a vero poeta non serve l'inchino
di luogo, di censo, che invece fanno
il nome di quanti arte non hanno
se non a scribacchiare con risultato scarso
chè se non c'è arte di poetar non c'è 'verso'.
Waw! Niente male...Complimenti!
RispondiEliminapurtroppo Walter a Corleone è nato Rizzotto, ma è pur vero che è una delle capitali della mafia...se non si riconosce questo le battaglie di Rizzotto sono perse.
RispondiEliminaRizzotto è un eroe perchè ha riconosciuto i limiti e le bassezze del suo territorio.
bravo Walter, bella poesia, davvero!!
RispondiEliminama anche l'anonimo delle 12 e 10 tortu nunn'avi...
evviva il nostro territorio e la lotta antimafia
ho più volte provato a commentare...ma forse alle zite non è consentito(skerzo...magari qualche problema tecnico.:))
RispondiEliminacmq...volevo dire che sono molto fiera di questa poesia, la verità è che i turisti arrivano a corleone per andare a vedere il covo...e poi si perdono altre cose più affascinanti...non mi riferisco naturalmente alla sfilza di vecchietti seduti davanti la villa comunale....BRAVO WA', UN BACIO!----> non dite che che sono di parte:D
grazie a chi mi ha fatto i complimenti qui o "dal vivo" e grazie ai ragazzi della redazione che danno spazio alla poesia dilettante che di spazio, ahime, ne trova sempre pochissimo.
RispondiEliminaSolo alcune precisazioni:
1. Placido Rizzotto non ha riconosciuto limiti e bassezze della sua terra, ma ne ha sottolineato l'operosità ed il coraggio. Per difenderla da chi voleva fare di questa terra di eccellenza una terra di mafia Placido ha accettato di morire.
Perdiamo le sue battaglie solo quando usiamo a nostro favore il potere mafioso che di lui non ha lasciato nemmeno il corpo.
2. La poesia nasce dall'insofferenza che i corleonesi nutrono nei confronti di quei giornalisti che sfruttono Corleone e la Sicilia per i loro servizi "di costume". Chiedere ad un vecchio cosa ne pensa della mafia è stupido, scrivere che i Corleonesi festeggiavano per la scarcerazione di Riina jr è falso. I corleonesi non sono tutti uguali è reclamano il loro diritto di non dover chiedere scusa eternamente per i crimini commessi da pochi compaesani.
3. Chi scrive che Corleone è capitale della mafia mente o non legge i giornali. Se lo fosse, forse, ci sarebbero meno problemi ma, sicuramente, nessuno sarebbe fiero di dire che è Corleonese (e nessuno ci scriverebbe sù una poesia).
Grazie per lo spazio e W la Sicilia.
p.s. Alle 19:48 scriveva Walter Bonanno.
RispondiEliminabravo fratellino, molto bella la tua poesia sono fiero di te!!!!
RispondiEliminadario da brescia
mi voglio complimentare con l' autore di questa poesia.
RispondiEliminala mafia,purtroppo,è una realta' che ci ha accompagnato per decenni,e,vuoi o non vuoi,ci continuera' ad accompagnare per molti altri decenni.
la differenza che nei tempi passati solo a nominarla venivano i brividi,adesso se ne parla tanto,e questo secondo me è un bene,se ne parla spesso anche a sproposito,non mi sembra il caso di questa poesia,complimenti ancora all'autore.
Lungi da me pensare che la Mafia a Corleone sia invenzione giornalistica!!!I giornalisti a Corleone non hanno inventato, ma hanno scelto di parlare di alcune cose e ne hanno tralasciate altre, a mio avviso più importanti.
RispondiEliminaCerti altri poi, magari continentali, magari di "Repubblica", magari insigniti della Cittadinanza onoraria di Corleone, magari sceneggiatori di "film e filmoni", hanno fatto anche peggio e a loro non va la mia riconoscenza.
P.s. in un discorso razionale i "probabilmente" stridono coi "dati di fatto". Scegli quale opzione eliminare!
P.p.s. Nessun merito ad essere siciliano e magari corleonese. Solo un inesauribile orgoglio per questo dono di Dio.
Purtroppo so che questo sentimento è mal interpretato dalla destra e demonizzato dalla sinistra... Pazienza!
Walter Bonanno
Voglio ringraziare i ragazzi del provocopuscolo che ci danno la possibilità di scrivere le nostre umili poesie su questo spazio.
RispondiEliminaGrazie a questo piccolo strumento posso sentirmi piu vicino al mio paese.
Ezio (da Milano)
di poetico questa foto non ha proprio niente, semmai di nostalgico.............
RispondiEliminaLa nostalgia è uno dei sentimenti poetici più grandi perchè il passato ci ricorda come eravamo una volta, da dove veniamo e dove siamo arrivati,
RispondiEliminacosa abbiamo perso e cosa guadagnato.
RICORDO A CHI HA LA FACCIA TOSTA DI CRITICARRE SEMPRE CHE CHI HA IL CORAGGIO DI METTERSI IN GIOCO è SOLO DA AMMIRARE,CHI CRITICA,SENZA COGNIZIONE DI CAUSA, INVECE SOLITAMENTE è DESTINATO A VIVERE NELL'ANONIMATO.
RispondiEliminaRisposta al commento di ghiaccionove del 19 aprile 2009 ore 0.59
RispondiEliminaNa poesia azzannata
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Chista chi leggi è na poesia ca s'azzanna,
comu cuteddu ca un tagghia e manu ca s'addanna,
la leggi na prima vota e la vulissi capiri,
ma si unn'ha pacenzia, allura unn'ha unni iri.
Si ora io scrivu chiddu chi pensu,
m'addumannu si tu ci trovi lu sensu,
io spennu paroli pi lu me sintimentu,
poi tu li pigghi e li ecchi a lu ventu.
Na vita, na storia, amuri e duluri,
pi daricci focu nun ti serbinu uri,
t'abbasta un secunnu pi fari la vampa,
e cu mori mori, e cu campa campa...
Arti unn'avemu e mancu la parti,
arripizzamu vistita senza essiri sarti,
nun vulemu l'inchinu e mancu lu censu,
mi veni di l'occhi diri chiddu chi pensu.
Tu si allittratu e di poetari ha lu versu,
leggiri sti rimi pi tia è tempu persu,
la mastrìa di poeta è na cosa assai rara,
damminni n'anticchia ca mi incu la quartara.
Ezio
..al mio intervento leggo il tuo commento
RispondiEliminama a legger bene a te sfugge il riferimento
riferimento tra l'altro già chiaro espresso
nei miei versi del cui senso non cogli il nesso
mi riferivo, come scritto, non già ai Poeti
che in questa rubrica con grazia svelan cuor segreti
ma alle parole invero assai prolisse
di chi nel titolo retorica professa
sia chiaro: apprezzo il tuo e di walter il dire
che a ben ragione può dirsi poetare
spiacque dunque che tu sia preso dal contagio
di polemica che in questo blog si fa palagio
il mio commento era anzi apprezzamento
di quanti al verso si dedicano con fermento..
di quanti in prosa dicano talune cose
e di quanti in versi, come voi, schiudan le rose
di semi rari che allignano nei cuori
e di cui a voi soli toccano gli onori
perciò i miei versi, o Poeta Ezio,
mi auguro che rileggi nei tuoi momenti d'Ozio
con più attenzione anche se non son degni
di cotal riguardo e di cotal ingegni;
Waw! Siete pure capaci di dialogare anche mediante versi.E' una cosa bellissima. Ezio si troppu forti!!! Hai tutta la mia stima!
RispondiEliminaRisposta al commento di ghiaccionove del 22 aprile 2009 ore 14:57
RispondiElimina----------------------------------------------------------------
Allura ha scusari si maliziusu pinsavi,
ca li to paroli contru nuatri l'usavi,
lu to parrari mi pari ormai saggiu,
e ogni parola la gustu e l'assaggiu.
E' un bellu sullazzu usari sti rimi,
a fari accussi forsi semu li primi,
tu dici citrola e io capisciu cucuzza,
m'aspetti a lu Cutranu ma io vaiu a la Ficuzza.
Ma ora ca è chiaru lu nostru discursu,
mi sentu ncumpagnia, nun sugnu cchiù ursu,
picchì lu poeta chi voli parrari,
cu rimi e canzuni cci veni di fari.
Si tu m'arrispunni cu lu me versu,
mi duni cchiù aggiu di fari lu stessu,
li cantastori c'avianu la stoffa,
niscianu la rima pi cafuddari la boffa,
ora purtuppu nta lu dumila,
di iddi unn'arristaru mancu li pila.
Ormai semu tutti computerizzati,
e avemu lu blog pi sparari minchiati,
a na pocu cci piacci iccari vilenu,
ca li mannassi tutti a cogghiri fenu,
affenninu e sputanu milli sintenzi,
comu fussiru calia, nuciddi e simenzi.
Ezio
cosa assai rara è un verso sentito
RispondiEliminain un animo pago e divertito
un gioco è più vero se fatto con gusto
tra persone serie e dedite al fasto
di un poetar che nulla pretende
se non il diletto
di spirito, s'intende..
che' il gusto di fare versi è caduto
in un pozzo profondo, tristo e canuto
la gente si stufa, si smerda, si schifa
e per il peggio del peggio alla fin fine tifa
nei post qui accanto fanno danni
di cose che a leggerle arrizzano carni
non resta che alzare in alto i bicchieri
di questi versi che si fan nocchieri
di un gusto sano e fine a se stesso
'ché a poetar nessuno è fesso..
Complimeti, complimenti ed ancora complimenti!!!! Ezio sei davvero stupefacente... le tue poesie riescono a trasmettermi tanto. Complimeti anche alle tempestive risposte (in forma poetica) di ghiccionove.
RispondiEliminaTutti coloro i quali utilizzano in malo modo l'anonimato dovrebbero prendere esempio da voi... con semplici ed educate parole riuscite a far nascere discorsi costrutti , interessanti e rispettosi verso il prossimo, inoltre come se non bastasse riuscite pure ad allietare la gente!!!
COMPLIMENTIIIIIIIIIIIII
All’ignoto milite
RispondiEliminaO milite ignoto, o ignoto che militi,
Su provocopuscolo ti finiu a frischi e piriti,
O ignoto che militi o milite ignoto,
Con la tua critica non ci accucchi un voto.
Se la tua sagacia e il tuo intelletto,
Mettessi a buon rendere per puro diletto,
Invece che scassare e a non stare sereno,
Ti mettessi a dipingere un bell' arcobaleno.
Di rose e fiori non è la strada spianata,
In questa comune di debiti sobillata,
Per le prossime generazioni futuro ci sia,
Invece che morire di eutanasia.
potete fare i cantastorie ....riprendereste una tradione ormai perduta
RispondiEliminaahahah!bravissimi!mi diverto troppo a leggere i vostri versi.
RispondiEliminaLa poesia di lu Provocopusculu
RispondiElimina------------------------------
Quannu scuprivi lu Provocopusculu,
mi ntisi felici, ancora cchiù masculu,
picchì cu li versi veni bonu a sfuari,
e poesii d'ogni sorta si ponnu sfurnari.
Pi furtuna c'è puru cu mi duna la corda,
c'arridu e mi nturciuniu a mò di culorbia,
e si puru m'arrivanu li mali risposti,
li rimi vennu fora ancora cchiù tosti.
Chi diri a li picciotti ca ficiru l'opusculu?
Lu ringraziu veni sulu, senza moviri musculu!
La poesia nunn'avia locu,
lu sapissiru na pocu,
chissu è beru c'è lu Premiu
ma ci va cu è veru geniu,
la poesia cchiù arripizzata
nunn'avia mancu na strata,
lu poeta senza vuci
putia fari ancora pruci.
Siddu allura pozzu diri,
è assai granni lu me ardiri,
e mi auguru ca d'ora
tu poeta nesci fora,
si li versi chi ammucciavi,
ti li cogghi comu favi,
nni li metti nna stu spaziu
ca t'arriva lu ringraziu.
Ezio
leggo sgomento e con grande sorpresa
RispondiEliminache i lettori ai poeti la mano hanno tesa
or dunque c'è spazio oggi come ieri
pei versi nei cuori e ben volentieri!
i cantastorie cantavano allora
storie che oggi volan come bora
volano al vento i versi di un tempo
che squarciavano il cielo come un lampo
cui seguono lesti fulmini e saette
'che questo era l'effetto di parole perfette.
non solo di parole è fatta poesia
ma anche di Amore, Gioco e Fantasia
e se un buon lettore al poeta si unisce
quelle tre Muse tutte le capisce
che poi è solo questo quello che conta
che l'estasi a leggerli infine è tanta
se i versi che vergano pagine e cuore
non con vanagloria ma son scritti con amore.
Mi fa enormemente piacere sapere che continua ad esserci gente giovane che anche con una semplice poesia esprima il vero senso dell'ordine e della giustizia io personalmente credo che bisogna parlare dialogare confrontarsi perche è l'unico mezzo che farà cambiare l'ordine delle cose-prosit a Walter e a mille altri come lui me compreso.
RispondiEliminacambiate la foto "identificatoria" che questa non ha proprio niente di poetico
RispondiEliminaWalter sei una forza poetica ; guarda , mi sono commosso leggendo la tua poesia .
RispondiEliminaMa la mafia qui in sicilia ha vinto , in quanto i giovani migliori , e mi ci metto tra questi pure io , sono costretti ad andarsene per lavoro da questa terra , che se pur ricca di storia e tradizioni , è povera economicamente .
Una persona onesta , che non vuole sottostare alla mafia ,e al sistema politico fatto di favoritisimi e nepotismi vari , è costretto a farsi i bagagli , e andare fuori.
Mi auguro che un giorno io possa dire di essere fiero di essere marinese , ma al momento non lo sono.
Carmelo Vono
caro carmelo sono peppe ingui leggo nel tuo scritto un po di oscurità io dico che anche se uno và fuori a lavorare o rimane in sicilia deve essere sempre orgoglioso della propria terra io sono uno di questi ,si è dura ma è possibile dobbiamo crederci io ti conosco tu sei una persona seria e ti stimo tanto.
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