Sorteggiati la settimana scorsa i gironi eliminatori dei prossimi mondiali di calcio che si svolgeranno in Sudafrica.
L’Italia è incappata in un girone che sembra abbordabile, ma la scarsa propensione degli azzurri alla concentrazione contro squadre di livello apparentemente inferiore e il momento non proprio esaltante per quantità e qualità di giocatori della nostra nazionale dovrebbe placare facili entusiasmi e pronostici scontati.
Difficile trovare una squadra favorita per la vittoria finale, né varrebbe la pena scommettere su una di esse.
Spulciando fra i Gironi notiamo per la prima volta la presenza delle due Coree , sia quella del Nord che quella del Sud hanno in passato dato grandi dispiaceri alle nostre compagini.
Gli Stati Uniti avrebbero portato pace opulenza e democrazia al di sotto del 38° parallelo, alla Corea del Sud, attraverso lo strumento della guerra. Obama, forse troppo preso dallo sforzo intellettuale di spiegare, per primo a se stesso, le motivazioni di un Nobel per la Pace , non poteva scegliere esempio peggiore. Se infatti non si può considerare il Nord del Paese un modello, ne di democrazia ne di opulenza, di certo non possiamo affermare che democrazia e ricchezza( se intendiamo per ricchezza di un paese anche una certa perequazione dei redditi) siano le caratteristiche per cui ricordiamo questa Nazione. Se a Nord troviamo tutti i difetti che può manifestare uno stato retto dal più ottuso socialismo a sud troviamo tutte le contraddizioni e l’iniquità di uno stato capitalista.
Cile ed Honduras si incontreranno nel girone H, i due paesi dell’America Latina protagonisti in un passato più o meno recente di Golpe militari, il primo ,quello cileno, sostenuto dall’intervento statunitense, il secondo quello in Honduras, inizialmente, avversato dal nobel Obama che ha successivamente però chiuso un occhio se non entrambi, dopo le discutibili elezioni che hanno visto la vittoria del fronte conservatore durante l’esilio del Presidente deposto, Zelaya. Se gli studenti francesi e non, avessero studiato la guerra algerina e De Gaulle, potrebbero definire l’atteggiamento di Obama come gollista.
Comincia a maturare qualche delusione, nei confronti di Obama che ostaggio delle lobbies a cui, come tutti i candidati presidenziali USA, deve molti dei suoi voti, riesce a concretizzare pochi degli obiettivi che desiderava , o diceva di voler raggiungere in campagna elettorale. Nonostante ciò appare come uno dei migliori presidenti degli ultimi anni.
Un pronostico dunque per la vittoria di questi mondiali?...difficile!...se puntate piccole somme ovviamente da escludere le favorite.
Se siete dei sognatori, immaginate un riscatto del modo africano o della fremente America Latina, forse a volte Signor Presidente i sogni ancor prima del pragmatismo possono valere ancora un Premio.

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