In un post fatto circa un anno, pur apprezzando i lavori di miglioria stradale che si stavano facendo alla “Balata”, ci siamo chiesti come mai dopo tutta quella fatica ci si era clamorosamente scordati dell’impianto di illuminazione stradale.
Un’assurda dimenticanza (almeno a nostro avviso era sembrata tale!) che ha lasciato per mesi l’ingresso cittadino totalmente privo di luce, lasciando la gente a brancolare nel buio, costringendole a accendere prime, seconde, terze e quarte luci, abbaglianti, anabbaglianti e anti-nebbia, a creare roghi dimensione Falò-di-San-Giuseppe per vederci meglio o a lanciare razzi-segnalatori per indicare la loro posizione.
Ci sono state vecchiette che non hanno potuto buttare più la spazzatura nei cassonetti dall’altra parte della strada per il troppo buio e per la nebbia che durante la stagione invernale calavano presto. A nulla sono valsi i vestiti catarifrangenti per attraversare la strada. Troppo pericoloso! e sono così annegate nella loro stessa spazzatura…
Degenerazioni a parte siamo contenti che adesso l’ingresso del paese abbia acquisito una nuova fisionomia che dona dignità a Marineo, ma sorge spontanea una domanda: erano necessari così tanti mesi per riparare a questo inconveniente?
consiglio al comune di regolare la testa del palo indirizzandole verso la strada per illuminare meglio
RispondiEliminala situazione disastrosa che versa il comene di Marineo è palpabile la sera con l'oscuramento spontaneo della metà dei lampioni collocati in paese. Chiù scuru daccussi un pò fari.
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