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25/07/07

Motorockfest (Cefalà Diana)


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE
ORE 11,00 Raduno dei motociclisti presso Piazza Umberto I di Cefalà Diana per l'iscrizione dei Centauri che esibiranno i loro motori in mostra statica
ORE 12,45 Trasferimento al bosco di Godrano presso la pineta attrezzata dove verrà offerto un pranzo a base di prodotti locali;
ORE 16,00 Manifestazione musicale in P.zza Umberto I-Cefalà Diana accompagnata dai giocolieri di strada che si esibiranno nelle varie discipline.
Durante la manifestazione si uniranno altri motociclisti che saranno regolamente accreditati alla fase pomeridiana della manifestazione e faranno mostra statica delle moto;
ORE 17,30 I motociclisti inizieranno il tour dei paesi limitrofi facente parte dell'Unione dei Comuni "dall' Euterio a Rocca Busambra" secondo il seguente ordine:
Terme Arabe, Bolognetta, Marineo, Ficuzza, Godrano, Villafrati e Cefalà Diana.
In ciascun Comune i centauri faranno il mgiro delle principali vie cittadine;
ORE 20,00 Cefalà Diana i motociclisti dopo un giro per le vie del paese disporranno le moto in mostra in P.zza Umberto I dove sarà possibile degustare cuddiruna, salsiccia grigliata ed altre specialità del territorio;
ORE 21,00 P.zza Umberto I sul palco esibizione grruppi di musica rock.
durante la giornata
TATOO & AEROGRAFIA
in Piazza Umberto I

3 commenti:

  1. Miscati quel giorno e' meglio ammucciarsi a li Ficarazzi. Con il frastuono dei motori e gli ingorghi del traffico questi poveri abitanti avranno bisogno di mesi per recuperare pace e tranquillita'.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Complimenti per l’iniziativa!!!, questo sito vi fa onore, il mio augurio è che possiate rimanere “LIBERI”
    Sono un’architetto che lavora al Comune di Palermo, esattamente nel Settore Ambiente ed Ecologia e mi occupo della progettazione dei Parchi storici e delle aree marine protette ecc. Sono nata a Marineo e vivo da venticinque anni a Palermo ma torno ben volentieri nel mio amato Paesino e mi sta a cuore la sua sorte.
    Un commento alla privatizzazione del boschetto .
    Premetto che negli anni ottanta mi sono ritrovata come membro dell’associazione “Progetto Verde” a lottare per la realizzazione di un progetto che vedesse la riqualificazione di uno spazio verde urbano da sempre abbandonato e luogo di discarica abusiva. Dopo alcune manifestazioni, per fortuna le Amministrazioni sia di centro che di sinistra hanno mostrato un po’ di sensibilità e lo spazio è stato ripulito e in qualche modo restituito ai Marinasi come area attrezzata (si poteva fare di più,). Oggi questo luogo è poco vissuto dalla comunità Marinese è versa in grande stato di abbandono, sono ben lieta che una società voglia prendersene la gestione purché rimanga:
    • l’ingresso libero
    • che si realizzino servizi non impattanti e incompatibili con l’ambiente stesso
    • che non ci sia inquinamento illuminotecnico, per il rispetto della fauna che lo ha colonizzato
    • che non si costruiscano strutture permanenti e che le stesse siano realizzate con materiali ecocompatibili e confacenti con il luogo
    • e se questo servizio si presenta come un’occasione di lavoro, che si dia la precedenza ai giovani Marinesi.

    Poi vorrei invitarvi a riflettere sui problemi dei rifiuti, raccolta differenziata a Marineo è inesistente. (Vi racconto cosa mi è successo in questi giorni di festa, mio marito si dimentico di buttare il sacchetto delle bottiglie di plastica a Palermo, gli disse: non preoccuparti lo buttiamo a Marineo, abbiamo girato il Paese alla ricerca del cassonetto differenziato ma non lo trovammo e ci riportammo il sacchetto in città.)
    Lo sapete che i Comuni che non si adeguano alla legge Ronchi pagano ogni anno la multa?, (che poi a pagarla siamo noi cittadini).
    Lo so, lo so qual’è la vostra osservazione!. “tanto tutto va a finire a Bellolampo”! vi posso assicurare che questo è un bellissimo alibi ma non veritiero, non’è esattamente così. Ci sono Cooperative che vivono grazie alla raccolta differenziata. Ma anche se fosse in parte così, non si giustifica una mancata attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale che da tempo doveva dimostrare attenzione nei confronti di questo problema e cominciare ad adeguarsi alla legge.

    Vi inserisco un’inserto di Padre Alex Zanotelli sui i problemi dell’ambiente e i rischi di un possibile inceneritore.
    No agli inceneritori
    Ho paura
    Ho sempre più paura che il problema dei rifiuti in Campania continui ad essere affrontato sull'onda emotiva dell'emergenza. E' sbagliato credere che gli inceneritori possano rappresentare la panacea di tutti i mali. Gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, sostanza che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa rapidamente nel sangue, penetra all'interno delle cellule e del nucleo, danneggiando il cervello e lo stesso DNA.
    Alex Zanotelli
    13 novembre 2006
    Ho paura, ho una grande paura, ho sempre più paura che il problema dei rifiuti in Campania continui ad essere affrontato sull'onda emotiva dell'emergenza, la cui risoluzione, o presunta tale, risulta sempre più influenzata da aspetti di natura economico-finanziaria.
    Risolvere l'emergenza sì, ma senza pregiudicare il nostro futuro e il diritto delle generazioni future, senza far credere che gli inceneritori possano rappresentare la panacea di tutti i mali.
    Apriamo dunque, ma subito, con le istituzioni un grande dibattito, non si tollerino più scelte che possano pregiudicare definitivamente il territorio campano, costituendo, dal punto di vista sanitario-ambientale, un punto di non ritorno.
    Voglio essere più esplicito e provo a spiegarmi meglio. Se si ritiene che il problema della spazzatura in strada e delle balle disseminate sul territorio campano possa risolversi con la realizzazione degli inceneritori, magari mutuando il modello emiliano o quello di Brescia, aree che registrano il più alto tasso di malati di cancro in Europa, a pari merito soltanto con la Ruhr, allora bisogna reagire, mobilitarsi, così come fu fatto due anni fa per fronteggiare le speculazioni sull'acqua. Ma proprio memore di questa esperienza, vorrei provare ad interloquire con chi in questo momento è titolare del potere di decidere. Bisogna dire, e ad alta voce, quello che stanno dicendo da mesi in convegni, seminari, congressi in tutta Europa i più famosi chimici e medici di provata autonomia ed indipendenza dal potere politico ed economico. Evitiamo un'altra catastrofe ambientale e sanitaria come quella dell'amianto, quando già dagli anni sessanta si sapeva che conteneva sostanze cancerogene. Diciamo chiaramente che l'unica possibilità per risolvere il problema rifiuti in Campania è la differenziata, ma una vera differenziata, associata a processi biologici "a freddo" di smaltimento quali la biossidazione; una raccolta differenziata, intesa quale fonte di risparmio energetico, va anche intesa quale risorsa per l'occupazione giovanile.
    Bisogna che tutta la cittadinanza sappia, ed è un suo sacrosanto diritto, che tutti gli impianti di smaltimento a caldo quali gli inceneritori e i gassificatori sono estremamente dannosi per l'ambiente e per la salute delle popolazioni esposte direttamente ma anche indirettamente tramite la catena alimentare. Da almeno un decennio, infatti, è noto che nei territori in cui sono presenti gli inceneritori il tasso di diossine e metalli pesanti nei latticini e nei grassi animali ed in molti tessuti umani, con particolare riferimento a neonati e feti, è molto più alto che in popolazioni non esposte. Ma ancora più grave è quanto la letteratura scientifica più recente ha dimostrato, ovvero che gli inceneritori sono tra i massimi produttori di nanoparticolato, sostanza che penetra direttamente nelle vie aeree inferiori e negli alveoli polmonari, passa rapidamente nel sangue, penetra all'interno delle cellule e del nucleo, danneggiando il cervello e lo stesso DNA.
    Dobbiamo dunque evitare una vera catastrofe ambientale ed è per questo che io imploro le istituzioni responsabili ad organizzare un incontro aperto, durante il quale tutta la cittadinanza sia messa in condizione di sapere quali sono le conseguenze dello smaltimento dei rifiuti attraverso gli inceneritori. Possiamo ancora evitare una possibile imminente catastrofe sanitaria ed ambientale, ma il tempo è ormai agli sgoccioli, credo in uno scatto di orgoglio e di responsabilità da parte del nostro Governatore.
    N.B se siete interessati ad avere informazioni sui i problemi ed eventuali iniziative a Palermo riguardante l’ ambiente, e per una maggiore collaborazione e partecipazione, potete scrivere alla mia posta elettr. fardlife@libero.it .
    Felice di avervi conosciuto

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