Immaginate, di aver espresso opinioni negative sulle strutture sanitarie italiane, immaginate di averlo fato (sicuramente l’avete fatto) e che per questo motivo vi neghino un ricovero , magari al pronto soccorso.
Sarebbe pazzesco, no ? Sarebbe, oltre che un azione poco cristiana, una lesione subdola e meschina della vostra libertà di espressione, sarebbe un vero e proprio ricatto!
Va in oltre ricordato che, dato che i servizi resi dallo Stato, dalle istituzioni, sono pagati con le nostre tasse, con i nostri soldi, e quindi, abbiamo tutto il diritto, forse il dovere, di criticarne la gestione.
L’erogazione di servizi pubblici, non può ovviamente dipendere da opinioni politiche o di altro genere, sarebbe una velata forma di censura, se l’espressione del dissenso comportasse una riduzione dei propri diritti, saremmo di fronte ad una grave lesione dell’art. 21 della costituzione.
Saremmo di fronte ad uno Stato, in cui esistono differenze fra cittadini, dove i diritti vengono garantiti solamente ai cittadini che garantiscono il proprio consenso ad una determinata forza politica, dove i funzionari non sono più servitori dello stato, della nazione, ma del governo, inteso come compagine che ha vinto le elezioni, saremmo insomma in una sorta di dittatura in stile sudamericano degli anni ’70.
Un libero cittadino, dovrebbe, pacificamente, esporre il proprio pensiero, dunque, senza timore di rappresaglie da parte di chi lo rappresenta istituzionalmente.
Libero cittadino è tale Daniele De Rossi, centrocampista della Roma e della Nazionale, che durante una conferenza stampa ha espresso parere sfavorevole alla istituzione della “tessera del tifoso”, è ha sostenuto che sia inconcepibile che esistano tifosi che vadano allo stadio armati o che comunque commettano atti di violenza, così come è inconcepibile che dei poliziotti massacrino un ragazzino di botte senza che questo abbia commesso nulla.
Non sembra una dichiarazione così sconvolgente, tanto più che il ragazzino che è andato all’ospedale per le percosse della polizia esiste davvero, e che questo si era avvicinato ai poliziotti per chiedere delle informazioni, ed aveva solo la “colpa” di indossare un giubbino rosso come un tale che era in quel momento ricercato dopo gli scontri della finale di Coppa Italia fra Inter e Roma.
È inconcepibile che il Ministro degli Interni, non stigmatizzi un tale comportamento, da parte dei poliziotti (di quei poliziotti, non della polizia in generale).
In realtà è inconcepibile ed incostituzionale che la polizia percuota anche un colpevole reso inoffensivo.
Ma nell’Italia di oggi, purtroppo, ci siamo abituati a tutto, tanto che passa, quasi inosservata, la notizia che dopo le vive proteste del Ministro Maroni, che ha accusato De Rossi, di esprimere idee contrarie alle intenzioni del Governo, ha addirittura richiamato i due funzionari di Polizia preposti alla sorveglianza e alla sicurezza della compagine azzurra.
Per le parole espresse da un suo membro, tutta la squadra è stata privata di un servizio essenziale, riguardante la sicurezza di un gruppo esposto a numerosi tentativi di aggressioni, magari anche di stampo terroristico.
Il Ministro Maroni ha quindi richiamato la squadra all’obbedienza, alla fedeltà, alla censura del dissenso, con il ricatto, un ricatto vile e prepotente, un abuso di potere inconcepibile in un paese democratico, un atto che non trova nessun appiglio in una qualsiasi voglia interpretazione del diritto amministrativo.
Maroni ha legato un servizio dovuto ad un comportamento di un libero cittadino, ha legato il servizio al consenso politico, è scandaloso, ma di questo non se ne parla, in un giornalismo che già vittima di questo trattamento ha imparato a non esprimere il dissenso.
Speriamo che l’attuale Ministro della sanità non la pensi alla stregua di Maroni, chi di noi non ha mai parlato male del servizio sanitario? Magari al pronto soccorso potremmo vedere il medico rinfacciarcelo e negarci le cure!

siamo la nazione di pulcinella, leghisti compresi
RispondiEliminai post interessanti nn li commenta nessuno. bel post, complimenti al provocopuscolo.
RispondiEliminaL'italia berluconiana mi sembra la storia del ragazzo che cade da un grattacielo:
RispondiElimina"Questa è la storia di un ragazzo che cade da un grattacielo di cinquanta piani...
Mentre precipita giù, superando ogni piano, il ragazzo ripete a se stesso:
Fin qui tutto bene.
Fin qui tutto bene.
Fin qui tutto bene.
Non ha importanza se si cade, ciò che conta è come si atterra.”
Dove stanno portando l'Italia questi signori, con la tecnica della minutidda stanno togliendo pezzi della nostra libertà, e spaccando la nostra italia, il progetto della P2 era più democratico del loro