Lettere ai Corinzi
Paolo scrive sempre nelle sue lettere, sotto dettatura dell'ispirazione divina: "capo della donna è l'uomo", perché "l'uomo è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo". "L'uomo non deve coprirsi il capo", ma "la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza"
XI, 3 e 7-10
Naturalmente bisogna osservare che quando l'ispirazione divina calava su Paolo erano altri tempi...
Oggi essa non potrebbe mai dettare determinati pensieri a dei futuri santi! perché oggi l'uomo sta costruendo le pari opportunità! o forse Dio si mette al passo con i tempi? Cioè queste parole di Paolo, stampate nel libro più venduto al mondo, hanno tuttora un significato? O sono solo una testimonianza storica di una cultura passata? E se così fosse, cosa ha un significato? In che modo questa concezione della donna, scritta nel testo sacro, ha contribuito alla discriminazione di questo sesso?

Complimeti, gran bel tema questo. Inizierei dicendo che questo è uno degli articoli del megafono del convento, dove si evince poca irruenza nel tentare di imporre a tutti i costi il pensiero dell'autore. Anzi trovo che questa volta, egli vuole tentar di creare e far venir fuori un dibattito quanto più sano e costruttivo.
RispondiEliminaCiò che scrive Paolo nelle sue lettere a mio modestissimo parere non è altro che mero maschilisco... Mi spiego meglio: sembra in queste poche righe che la donna un tempo era vista come un ogetto, dedita al marito in tutto e per tutto e priva di esporre qualsiasi pensiero e/o "sentimento". La frase: "L'uomo non deve coprirsi il capo", ma "la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza", mi sa rabbrividire, non sarei mai voluto vivere nelle vesti di una donna in quell'epoca, TUTTO CIò è ABBOMINEVOLE, ORRENDO!!! Questo oggi possiamo notarlo, con mio sommo dispiacere, nei popoli musulmani, dove le donne rispecchiano in pieno ciò che Paolo scrisse in questa lettera. Sicuramente le parole di Paolo hanno ancora oggi un significato deontologico, ma allo stesso tempo per quanto riguarda la cultura occidentale sono soltanto una testimonianza storica di una cultura passata o almeno per un buon 96%! Per quanto riguarda invece la discriminazione del sesso femminile, quanto scritto da Paolo ha potuto influire nelle culture precedenti; nate e vissute seguendo non altro che la religione, Dio e i suoi insegnamenti. Fortunatamente oggi l'uomo lotta pari opportunità cerndo di dare rilevanza la sesso femminile. Questo è un argomento fontamentale su io da uomo mi son sempre battuto!
Finalmente cambiano i toni di questa rubrica, non più una banale conclusione affrettata che fa di Dio un povero antiquato, ma delle domande aperte alla riflessione, un tentativo onesto di rileggere le scritture alla luce dei nostri giorni. Sicuramente oggi la chiesa non dice alle donne di portare il velo, a mio avviso le parole di Paolo sono da intendere come la linea guida di un attegiamento interiore fatto innanzitutto di sobrietà, infatti non l'uomo ma la donna stessa liberamente ha ridicolizzato se stessa, vendendo la propria immagine e il proprio corpo.
RispondiEliminaSecondo me le parole di Paolo vogliono invitare la donna a recuperare la sua dignità.
Bisogna tornare alle giuste proporzioni, ovvero capire che l'uomo e la donna sono reciprocamente sottomessi, ma per amore non per costrizione. Anche un uomo in un certo senso è sottomesso alla donna, anche se Paolo non lo dice espressamente.
Nelle culture cristiane non secolarizzate, vedi gli amish americani o i copti il ruolo della donna non è dissimile da quello della cultura musulmana non secolarizzata.
RispondiEliminaIn effetti la secolarizzazione è lo scatto di progressione di una società.
Basti notare che le società teocratiche sono sempre le più regredite.
Al contrario i paesi dove la religione ha un ruolo più defilato sono spesso più pacifici ed il benessere è più diffuso.
Esistono paesi musulmani secolarizzati, che vedono le donne protagoniste della vita civile e politica.
Mi spiace Angelo ma hai preso un grosso abbaglio, tu confondi la religione con il fondamentalismo religioso. La religione quando vissuta nella sua forma più nobile, rappresenta il vero scatto di progressione di una società.
RispondiEliminaLe società secolarizzate non hanno alcun merito, semplicemente fanno a meno delle religioni o gli danno un ruolo marginale perchè professano altri tipi di credo, quali la logica del profitto e di una falsa emancipazione.
La religione nobilita l'animo umano, quando vissuta con sincerità di cuore e senza strumentalizzazioni.